Siracusa: Alla scoperta d’Ortigia

Siracusa: Alla scoperta d’Ortigia

Il mitico isolotto d’Ortigia, con il suo centro storico, costituisce la culla ed il salotto della città di Siracusa, che nel 2005 ha ottenuto il riconoscimento di città patrimonio dell’Unesco. Ortigia costituisce il luogo più a lungo urbanizzato della città, dove si sono succedute per secoli diverse architetture urbane: dai primi insediamenti preistorici alle riedificazioni barocche conseguenti al terremoto del 1693. Ortigia, offre al visitatore le sue multiformi bellezze:

Il TEMPIO DI APOLLO, del VI sec. a.C. che è il più antico tempio dorico della Sicilia e la cui struttura originariamente era formata da 6 colonne sui lati brevi e 17 su quelli lunghi;

La FONTANA DI DIANA recante al centro, la figura della dea Diana, con l’arco e il cane, ed ai suoi piedi la ninfa Aretusa, mentre la trasforma in fonte, per sottrarla alle insistenze amorose di Alfeo ed all’interno della vasca, quattro gruppi scultorei rappresentanti una famiglia di Tritoni, mostri marini per metà uomini e per metà pesci;

Il DUOMO, che si erge sulla parte più elevata dell’isolotto, inizialmente era un tempio dorico, dedicato alla dea Atena e nel secolo VII d.C. trasformato in basilica cristiana. L’edificio fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1693 e ricostruito tra il 1725 e il 1753 su progetto di Andrea Palma. Il prospetto ha due ordini sovrapposti ed è caratterizzato dalle maestose colonne corinzie, a tutto tondo, e dalle cornici aggettanti. L’edificio è preceduto da una grandinata fiancheggiata dalle stature di SS. Pietro e Paolo, opera di Ignazio Marabitti;

Il PALAZZO VERMEXIO, costruito agli inizi del XVII sec. su progetto di Giovanni Vermexio, servì a sostituire la vecchia ed inadeguata sede del Senato, sita in via del Consiglio Reginale per adeguarla alle nuove esigenze di rappresentatività del potere politico. L’edificio presenta, nella parte inferiore una decorazione a bugne (blocchi di pietra) che si contrappone a quella di carattere barocco nel secondo ordine;

La CHIESA S. LUCIA ALLA BADIA, totalmente ricostruita dopo il terremoto del 1693, dal capomastro siracusano, Luciano Caracciolo, presenta un portale con colonne tortili, sormontato nel frontone dai simboli del martirio di Santa Lucia:la Colonna, il Pugnale e la Palma ;

La FONTE ARETUSA, fu celebrata dalla poesia di Pindaro e di Virgilio, per il mito d’Aretusa, ninfa d’Artemide, mutata in fonte dalla dea per sfuggire agli amori d’Alfeo. Essa rappresenta il simbolo di Siracusa, ed ha sempre suggestionato gli scrittori e i viaggiatori che hanno visitato la città. Nell’acqua, oggi salmastra per infiltrazioni marine, vegetano alte e rigogliose piante di papiro, conosciuto per la fabbricazione dell’antica carta papiro;

Il CASTELLO MANIACE sorge nella punta estrema dell’isola d’Ortigia. Costruito per volere dell’imperatore Federico II, prende il nome dal generale bizantino Giorgio Maniace. L’originario sistema difensivo del castello subì profonde modificazioni a partire dal XVI secolo;

La PORTA MARINA – È l’unico elemento rimasto della cinta medievale che permetteva l’accesso al centro d’Ortigia. Il portale presenta il nitido ventaglio dei conci privo d’elementi decorativi, l’arco è sovrastato da un’edicola catalana. Alla sua sinistra l’alberata banchina del Foro Italico, costruita nel 1836 con le sue imponenti mura spagnole, in cui si trova la Fontana degli Schiavi, un piccolo bacino rettangolare, fregiato dagli stemmi spagnoli del Senato e della nobiltà cittadina;

I BAGNI EBRAICI si trovano nel cuore d’Ortigia, nei sotterranei di un antico palazzo, sito in Via Alagona, 52. Costituiscono il più importante e suggestivo Miqwe d’Europa, d’epoca bizantina (bagno di purificazione ebraico) a testimonianza dell’esistenza di una comunità ebraica siracusana tra le più antiche di tutto il mondo. Situato a 18 metri sotto il livello pedonale e alimentato da pura acqua sorgiva, conserva tutt’oggi la sua integrità e il suo fascino.